Mi sono spostata, ancora.
Se volete leggermi:
http://www.armilan.it/blog
Scritto da:
Armilan alle ore 11:23 |
link |
commenti (1) | categoria:
Scrivo sul quaderno e
Tutto tempo perso e tu
Che sei aldilà del mare ed
Io non ho che te qui dentro l'anima
Disfo le valigie e
Chiamo le mie amiche e poi
Ho ancora da studiare ed
Io che cerco te in quelle pagine
Da domani tutto
Come sempre tornerà
La gente il traffico in città
Non voglio amare più così
Come vorrei odiarti
Farti anche del male ma
Vorrei soltanto averti qui con me
Non voglio amare più così
Io senza te che vita è
Ogni sera esco e
Tu sei li che guardi me
Da quella foto al mare ed
Io ti chiuderei in una scatola
Mi ha telefonato
Quella che non amolla mai
Ma se l'amassi forse
Io potrei con lei dimenticare te
Poi delle vacanze
Quanto se ne parlerà
Storie leggere dell'età
Non voglio amare più così
Voglio anche scherzare
Non drammatizzare ma
Più parlo e più ti vedo qui con me
Non voglio amare più così
Io senza te che vita è
Non voglio amare più così
Scritto da:
Armilan alle ore 22:20 |
link |
commenti (1) | categoria:
L'euforia dello scorso post è svanita venerdi sera alle 5.
Quando, chiamata dal Team Leader nel suo ufficio mi sono sentita dire che non mi confermavano dopo il mese di prova.
E' stata un'esperienza che davvero non auguro a nessuno, eppure, ci siamo passate in tre.
Casualmente tre italiane.
Causalmente arrivate lo stesso giorno.
Casualmente licenziate nel giro di 2 ore.
Casualmente il giorno di arrivo della busta paga.
Non ci sono un po' troppi casualmente nelle ultime righe secondo voi?
Secondo me si, e la cosa davvero si potrebbe chiamare razzismo.
Parlando con i miei colleghi... Ex colleghi ormai, siamo giunti alla conclusione che ci hanno sbattuto fuori perchè c'erano troppi italiani li al ticketing.
Fatto sta che dopo aver passato tre giorni a vegetare nel letto senza ingurgitare nulla... (a parte un pacchetto di M&M's) oggi sono andata al Casting, a chiedere che mi trovassero un altro lavoro.
Purtroppo risulto ancora nel sistema come assunta, quindi dovrò passarci di nuovo domani mattina, per sostenere un altro colloquio e ricominciare tutto da capo.
Ho sottolineato alla ragazza che lavora li che sono disponibilissima a qualsiasi posto, e che il mio punto focale è quello di rimanere qui, a Disneyland, tra le persone che ho conosciuto e con le quali sto stringendo rapporti di amicizia più o meno stretti.
Un po' mi manca casa.
E a chi non mancherebbe?
Mi mancano i miei gatti e mi mancano in fondo anche le litigate con mia sorella e con i miei.
Mi manca tornare a casa ed aver la pappa pronta sul tavolo.
Mi manca buttare giù i vestiti in lavanderia e vederli ricomparire magicamente lavati e stirati.
Però sono venuta qui con l'intento di crescere.
Sono venuta qui per dimostrare agli altri, e a me stessa in primis, che sono perfettamente capace a gestirmi da sola, e che se ho 20 anni ogni tanto posso anche dimostrarlo.
Sono venuta qui....
E ho appurato che vivere da sola è la cosa più bella del mondo *0*
Mangio quando mi fa più comodo.
Dormo quando mi fa più comodo.
Mi diverto e sto bene anche solo sdraiata sul letto a leggere.
Comunque, oggi e domani ancora niente Parigi.
Se penso che son qui da un mese e a Parigi ci sono stata due ore scarse, e per mangiare, mi viene da piangere... Sono mica normale!!
E' che con il nervoso di non aver la certezza di un lavoro mi passa anche la voglia di andarci a parigi...
Comunque vedremo. Se trovo qualcuno con cui combinare di scendere vado.
Tant'è che domani mattina mi ripresento di nuovo al casting a sentire che dicono, dopo di che magari combino qualcosa con le altre due ragazze che hanno cacciato e ci andiamo a fare un giro in quel di parigi...
E pensare che stamattina non sono andata perchè pioveva e ora invece c'è il cielo limpido interrotto solo da qualche nuvoletta bianca ed il sole.
Che nervoso.
Finisce che tanto passo la giornata in casa.
Di andare a Parigi da sola proprio non ne ho voglia...
Vabbe, intanto vado a mettere un po' a posto, cosi stasera non abbiamo da fare :)
Buona giornata, e incrociate le dita per me in questi giorni...
Fede.
Scritto da:
Armilan alle ore 13:55 |
link |
commenti (2) | categoria:
Questa mattina mi sono svegliata presto...
La sveglia di Flavia, la mia coinquilina, ha squillato alle 5. E mentre in silenzio si alzava, io già da tempo fissavo il nero che mi circondava, nascondendo forme e colori dei pochi mobili esistenti in questa camera.
Vado a lavorare alle 2...
E non ne ho voglia seppure non abbia nemmeno voglia di rimanere qui, chiusa in casa.
Vorrei uscire, vorrei ridere, vorrei correre e visitare Parigi nella totale solitudine che mi caratterizza.
Vorrei conoscere ogni via, ogni anfratto, ogni Bistrot di questa città cosi lontana e cosi diversa da quella in cui da sempre ho vissuto...
Ma non lo faccio.
Per pigrizia.
Perchè è piu comodo stare nel letto ad ascoltare musica.
Perchè è piu comodo tornare a casa e passare a prendere il caffè a casa di qualcuno.
Perchè è piu comodo non viverla questa vita.
E illudersi che questa non sia che una piccola esperienza quando...
Quando mi stuzzica l'idea di cercar casa e trasferirmi.
Scritto da:
Armilan alle ore 07:16 |
link |
commenti (1) | categoria:
Esistono istanti in cui la voglia di scrivere supera qualsiasi altra voglia… O forse… o forse in fondo sono solo attimi in cui si pensa di poter pensare ad altro che non sia la solita routine giornaliera.
E sono in quei giorni che ti rendi conto di quanto effettivamente possa mancarti qualcosa… Di quanto possa mancarti quell’affetto cosi scontato, cosi dato per normale che ti accorgi solo quando ti manca di quanto fosse realmente importante.
E sono in questi giorni che mi rendo conto di quanto mi manchi la vicinanza con qualcuno a cui poter strappare un abbraccio. Di quanto mi manchi la mia vecchia routine tanto odiata per anni. Di quanto mi manchino i miei anfratti a torino da visitare per salutare amici e conoscenti. Di quanto mi manchino i miei, i miei amici, i miei nemici, le discussioni con mio padre e con mia sorella, i combini con le poche persone che realmente mi interessa incontrare, i miei libri, i miei gatti e il loro ronronare e miagolare continuo.
E in questi giorni capisco quanto sia difficile, anche per me, che non ho particolari legami con Torino, con L’italia in generale, vivere in una terra straniera, in una terra lontana 800 chilometri dalla propria casa, in un mondo diverso, fatto di abitudini, orari, prezzi e lingue differenti.
In un mondo in cui sentirsi giudicati ventiquattro ore al giorno.
Mi sono presa del tempo prima di scrivere. Forse perché mancante di connessione fissa, forse perché mancante di tempo, o di voglia di mettere come al solito per iscritto alcuni dei tanti pensieri che mi affollano la mente.
E adesso, invece, mentre i Foo Fighters con Razor mi riempiono la stanza di note, e mentre lascio che le mie mani scorrano su una tastiera troppo a lungo abbandonata, e la mia mente si apra a ragionamenti che non sempre mi appartengono, mi torna la voglia di lasciare trasparire a voi, ed a me stessa, in fondo, quello che sono i miei pensieri da qualche giorno.
Quella che è, adesso, la mia vita qui a Parigi.
In questo scorrere incessante di nuove scoperte, di nuove emozioni, di nuovi momenti di silenzio carichi di lacrime trattenute.
Sono arrivata qui, in questi 17 metri quadri, il Primo di Febbraio. E nell’agitazione che segue il trasferimento mi dimentico cosa voglia dire abbracciare la madre che per qualche mese potresti non vedere. Troppo presa dal rendermi conto di cosa, nel giro di una settimana, avevo accettato ed ero pronta… fisicamente almeno, a vivere.
E qui che si cambiano abitudini, è qui si cambiano amicizie.
Federico, Germano, Jonathan, Giada, Graziella, Flavia, Alberto, Mariolina, Emilien, Elena, e altri, il gruppetto di italiani frammisti a spagnoli e francesi che prende lentamente vita. Una pasta, un caffè, toh, facciamoci riconoscere per quelli che siamo, opinioni sul lavoro, orari diversi turni completamente sballati, prime esperienze da vivere, primi litigi, prime cottarelle e conseguenti botte di testa quando ti rendi conto che è inutile.
Ed è allora che nascono i primi dubbi, le prime incertezze, un po’ per me, un po’ per lei che ha lasciato il ragazzo a Torino, un po’ per lui, che nonostante sia fidanzato ormai da un anno ha gia dato sfogo all’animale che alberga nel suo corpo. Ma noi? Ma noi che cosa siamo venuti a cercare qui?
Siamo tutte persone diverse le une dalle altre, accumunate da una distanza abissale dalla propria casa e dalle proprie abitudini. Accomunati da una voglia di provarci. Di riuscire a vivere senza certezze, e di cercarne qui. Nella speranza di poterne trovare.
Un mese di prova quello che Disneyland ci sta offrendo, un mese per conoscerci, per conoscere Disneyland, per conoscere i Guest che la visitano.
E mi piace pensare che, in fondo, incontro più di 30 000 persone al giorno. Sento lingue di terre lontane, sento lingue conosciute, sento lingue sconosciute. Vedo illuminarsi lo sguardo dei bambini quando arrivano i personaggi. Vedo i genitori abbandonare le proprie problematiche all’esterno di questo mondo. Abbandonare tutto per immergersi nella Magia Disney. In quella magia a cui ognuno di noi Cast Member cerca ogni giorno di dare maggior enfasi. Di renderla quasi palpabile.
E il saltellare per scaldarsi dal freddo pungente diventa un valzer con una signora. O il buon motivo per apparire in un video ricordo, il motivo di un sorriso di qualcuno, un motivo per una richiesta di comparire in fotografia con chi in quel magico mondo viene per divertirsi, ignara di quanti siano gli sforzi che noi Cast Member tutti cerchiamo di fare perché il mondo che immaginano, gli si presenti agli occhi.
Questo è Disneyland.
Questo è quello che fa sorridere i bambini ogni giorno.
Non sono le attrazioni.
Non sono le boutiques piene di giochi e spille e di tutto l’immaginabile legato ai personaggi Disney.
Non sono le musichette che si spandono nell’aria durante tutta la giornata.
Non sono le parate.
Siamo Noi.
Scritto da:
Armilan alle ore 21:35 |
link |
commenti | categoria:
E forse questa volta riesco a scrivere più di cinque righe...
Volevo scrivere, ieri, del concerto dei Nightwish a Milano il 2 di Marzo...
Ed invece... Il biglietto rimarrà chiuso in un cassetto, inutilizzato.
Scriverò invece di quello che succederà un mese prima.
Di quello che succederà fra 17 giorni. O meglio, 16 quando avrò finito di scrivere questo post...
Parto, per la francia.
In realtà parto il giorno prima, ma il due inizierò a lavorare per Disneyland Paris...
Sono euforica e preoccupata allo stesso tempo.
Euforica per la possibilità che mi è stata offerta.
Preoccupata perchè si tratta comunque di andare in Francia, da sola, per 8 mesi... Cavandomela con i soldi che riesco a tenere da parte, e lontana da tutti quelli che sono i miei amici, i miei conoscenti, e le persone a cui tengo qui, in italia.
Non so cosa succederà in quegli 8 mesi.
Per ora, mi limito a chiamare domani per confermare che accetto il contratto che mi hanno offerto... E inizierò i preparativi per la partenza...
Boh... Credo andrò a letto...
Buona notte a tutti quanti, se ancora c'è qualcuno che da queste parti passa... :)
F.
Scritto da:
Armilan alle ore 23:57 |
link |
commenti (6) | categoria:
"Beh, ma il blog non lo aggiorni più?!"
E rido, all'idea che ormai il blog è una valvola di sfogo per quando non sto bene.
E mi stupisco invece ora, a pensare che in fondo tutto sta andando per il meglio.
Caviglia a parte, macchina senza cofano pure...
Si si, macchina senza cofano.
Allooora, adesso faccio un bel riassunto di tutto quello che è successo tra fine e inizio anno.
A parte una promessa di spiegazioni fra un mese... Che mi piacerebbe ricevere anche prima, magari... Cosi, giusto per non sentirmi ulteriormente presa per i fondelli.
Fra un mese ti spiego...
Perchè fra un mese? Cosa cambia fra un mese scusa?
Il 25 di gennaio avrai studiato meglio le frasi con cui darmi queste fantomatiche spiegazioni?
E io ancora mi chiedo cosa ci sia da spiegare. Non nego che voglia capire... Perchè mi dici che non è come penso ma... allora... spiegati!!
...
E mi è già passata la voglia di scrivere...
Bah.
Vado a studiare, magari stasera poi mi spiego meglio... E vi spiego tutto.
Sta cagata scritta per ora la posto... Almeno siamo un passo avanti xD
Scritto da:
Armilan alle ore 15:25 |
link |
commenti | categoria:
Ci sono giorni in cui ti sforzi di avere un sorriso per tutti.
Ci sono giorni in cui passi le ore raggomitolata sotto il piumone nel letto, nel caldo abbraccio di qualcosa di inanimato.
E in quelle ore, in silenzio, nel tuo mondo, non puoi che pensare a chi c'era un tempo. A chi non c'è piu. A chi ancora ci accompagna.
E allora mi chiedo che senso ha continuare ad illudermi di avere una vita.
Sorrido, rido, guardo in faccia le persone senza riuscire a calare la maschera dietro cui mi nascondo.
Sorrido quando la gatta si avvicina al letto, mi si accoccola accanto, e prima che io possa accorgermene le lacrime mi scorrono sul viso.
Una vita volta al fallimento, secondo tutti i punti di vista secondo cui l'ho analizzata.
Almeno un tempo, mi illudevo di nascondermi dietro al gioco, dietro alle città virtuali di Armilan, dietro ai suoi rapporti.
Perchè un tempo mi illudevo che lei fosse diversa, ma non è cosi... Non lo è adesso, e non lo è mai stato.
Quante telefonate oggi, prive di significato, per gli auguri dei vent'anni?
E io, che mi chiedo... perchè?
Lasciatemi nell'abbraccio di un piumone riscaldato dal mio corpo.
Lasciatemi li.
Lasciatemi chiudere gli occhi in pace.
... chiudere gli occhi.
Perchè nei sogni, forse, riesco ancora ad essere qualcosa di più di un nulla.
Perchè voglio esistere solo nei miei sogni.
Nei miei sogni dove non c'è l'obbligo di crescere.
Dove è la spina della vita?
.... allontanarsi dal pc, e sperare, la prossima volta, che il piede sfuggendo per caso dal freno, non riesca a riprenderlo in tempo. E che la macchina scivoli, senza fermarsi, sull'asfalto ghiacciato di metà novembre.
Scritto da:
Armilan alle ore 23:36 |
link |
commenti (1) | categoria:
Ocean Soul
One more night
To bear this nightmare
What more do I have to say
Crying for me was never worth a tear
My lonely soul is only filled with fear
Long hours of loneliness
Between me and the sea
Losing emotion
Finding devotion
Should I dress in white and search the sea
As I always wished to be
- one with the waves
Ocean Soul
Walking the tideline
I hear your name
Is angels wispering
Something so beautiful it hurts
I only wished to become something beautiful
Through my music,
through my silent devotion
|
Anima d'oceano
Ancora una notte
per affrontare questo incubo
Cos'altro ancora devo dire
Piangere per me non è mai valso una lacrima
La mia anima solitariaè piena solo di paura
Lunghe ore di solitudine
Tra me e il mare
Perdo emozione
Trovo devozione
Dovrei vestire di bianco e cercare il mare
Come ho sempre desiderato essere
- Una cosa sola con le onde
Anima d'Oceano
Percorrendo la linea della marea
odo il tuo nome
è il sussurro degli angeli
Qualcosa di così bello fa male
Ho solo desiderato di diventare qualcosa di bello
Attraverso la mia musica,
attraverso la mia silenziosa devozione
|
E ora qualcuno mi spieghi il trucco per interrompere le lacrime che mi scorrono sul viso.
E ora qualcuno mi spieghi... chi sono.
Venti anni fra tre giorni.
Una vita inesistente.
Una vita virtuale fallita. Perchè mi dico che non voglio più soffrire, eppure son l'unica a conoscere il reale prezzo pagato per la decisione che ho intrapreso.
Guardo il pc con disprezzo.
Guardo il pc e un sorriso amaro mi piega le labbra.
Quante persone conosco solo in parte?
Quante persone esistono solo dietro ad uno schermo nella mia vita?
Quante persone non usciranno mai dallo schermo che le protegge, che le protegge da me?
Voglio avvolgermi nelle coperte di un divano freddo, accanto a qualcuno che mi ami, disposto a scaldarmi in un abbraccio. Nel silenzio che renderebbe magico quell'istante. Nel silenzio di un breve attimo.
Voglio essere avvolta dall'abbraccio del mare.
Anima d'Oceano.
F.
Scritto da:
Armilan alle ore 19:45 |
link |
commenti | categoria:

Era davvero tanto che non piangevo per un film.
Era davvero tanto che un film non suscitava in me queste sensazioni.
Adoro come recita Cate Blanchett, e se mi aveva emozionato nel primo film (parlando sempre della serie di Elizabeth), qui, ha superato se stessa.
Lacrime a fiumi che hanno proseguito anche in macchina, ma per milioni di altri motivi.
Non sto bene.
Non sto bene per niente.
E gli esami si avvicinano pericolosamente, portando incertezze e paure.
E se riuscissi a sparire, stavolta?
F.
Scritto da:
Armilan alle ore 02:48 |
link |
commenti (3) | categoria: